Arte è vita
- Solas
- 6 feb 2015
- Tempo di lettura: 2 min
Chi ha mai sentito dire che l'arte contemporanea è semplice, concreta e apprezzata da tutti?
L'opinione comune è che gli artisti attuali sono tutti astratti e concettuali e perciò difficili da comprendere. Il grande pubblico non è invogliato a scoprire le nuove opere, nonostante l'impegno di numerose fondazioni che cercano di pubblicizzare al meglio gli eventi e le esposizioni. Basti pensare alla forte opinione negativa espressa in un ritratto contemporaneo come La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino (2013): l'artista è una figura oscura, fuori dalla realtà, spinta da impressioni incomprensibili che l'artista stesso non è in grado di spiegare. Fortunatamente non è veramente così. L'arte ha sempre rappresentato la vita, ma mentre un tempo ci si impegnava nel più religioso realismo, oggi la sperimentazione ha portato ad una visione più personale del mondo. La difficoltà per l'artista perciò non sta più nella perfezione tecnica, ma nel riuscire ad esprimere un'idea anche attraverso azioni semplici e povere. E per il pubblico abituato fin dall'infazia ad apprezzare rappresentazioni descrittive, comprendere subito il pensiero dell'artista può rivelarsi complesso. L'arte perciò è spesso vista come un codice indecifrabile e il misticismo che la circonda non facilita la sua liberazione dai pregiudizi. Ma cos'è davvero l'arte contemporanea? È davvero un mondo elitario aperto solo agli artisti stessi? No, l'arte resta e resterà sempre la visione della vita. Il cambiamento di forma espressiva di inizio Novecento è stata improvvisa e non graduale e la complessità del pensiero dietro all'opera d'arte è diventata sempre più evidente ed ermetica. Lo shock causato da questa trasformazione improvvisa ha creato diffidenze e distanze, ma oggi ormai il grande pubblico è maturo e pronto per mettere da parte i sospetti e aprirsi al mondo dell'arte. Critici, collezionisti e curatori dovrebbero rendere disponibili gli strumenti di lettura e semplificare descrizioni e analisi per concedere con più facilità la possibilità di comprendere le intenzioni dell'artista. Solo allora l'arte potrà tornare ad essere la vera rappresentazione della vita.