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Sono una manifestazione della realtà

  • Solas
  • 27 lug 2015
  • Tempo di lettura: 2 min

Due ore in compagnia di Luca De Leva sono state un'esperienza significativa. All'inizio ero tesa, incontravo per la prima volta un artista al di fuori del contesto universitario, senza nessun sostegno esterno. Eravamo solo io e il mio obiettivo: parlare con un vero artista.

Il suo studio si trova in zona Colonne a Milano, un piccolo seminterrato con due locali in cui poter lavorare. "Manca un po' di luce, ma fortunatamente non mi serve" afferma lui. Lo spazio è sgombro, solo le sculture e i quadri del suo work in progress accolgono la mia vista scendendo dalle ripide scalette di legno. "Questo è il mio nuovo progetto" mi racconta "lo sto facendo con mia sorella disabile, Fiammetta, che praticamente vive in una dimensione mentale completamente diversa da quella di tutti gli altri. Come tutti i disabili d'altronde. Lei non sa nemmeno di esserlo, è una specie di bambina per sempre che vive in un presente perenne." La sorella Fiammetta è sempre stata importante per il suo lavoro, il tema della mutazione e del cambiamento sono onnipresenti nei vari progetti, in particolar modo in DFM #1, una azione pubblica in cui ha voluto scambiare la propria vita con quella di un videomaker a Beirut. "Tra le altre cose, lei non percepisce il tempo. Ho pensato che la sua vita perennemente nel presente fosse una condizione mentale molto affascinante, che ho cercato di fare mia in qualche modo. In un presente perenne, non c'è progettualità. Anche le mostre, le sto vivendo in una maniera molto strana, anche l'idea di come dovrebbe lavorare un artista, perchè ti chiedono una premeditazione che è al di fuori del tuo interesse."

Mostrandomi il suo lavoro, Luca De Leva mi fa capire l'importanza di vivere nel presente, vicini alla realtà. "Ci sono molte persone che appunto sono poco legate alla realtà e non vivono il presente perchè sono continuamente proiettati nel futuro pensando al passato. Quindi percepiscono il tempo escludendo l'unica dimensione che, è un dato di fatto, stanno vivendo, il presente. Perchè passato e futuro non ci sono, non sono realtà. Questo è un grande errore che secondo me è la fonte principale della sofferenza, perchè non vivi davvero. Fiammetta ha capito veramente, tu la vedi ed è tranquilla, come un animale, come un qualsiasi altro essere vivente. Come un gatto, una mucca, una zanzara. Tu vedi una zanzara ferma lì e ti chiedi che cosa sta facendo. E' ferma, non fa niente, cosa starà facendo. Niente, sta vivendo. Immobile da ore, lì attaccata al soffitto. Quando ha bisogno di sangue scende e ti punge, magari va a parlare con un'altra zanzara e poi si riattacca là e basta. E' la perfezione. Qualcuno dice che la forma di vita più evoluta sia il virus. E' talmente essenziale ed esiste da sempre, dall'inizio della vita." Il tempo perciò non è importante nel suo scorrere, ma nel suo essere vissuto come presente. Il passato e il futuro non servono per sentirsi vivi.

"Mi sono messo nella condizione mentale per cui non sono davvero me stesso, mi sono diluito talmente tanto con tutte queste convinzioni che non sono più me stesso. La realtà è un'estensione di me, siamo completamente compenetrati. Sono una manifestazione della realtà."

 
 
 

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