ChiComePerchè: Gary Hill
- Solas
- 19 set 2015
- Tempo di lettura: 3 min
La videoarte degli anni Settanta-Ottanta è forse apprezzata solo da chi ha vissuto la grande invenzione del super8 e della home video. Le distorsioni di colore e i rumori elettronici di fondo sono forse la più grande paura dei videomaker contemporanei, ma si deve ricordare che il passato del cinema d'autore e dei video d'arte attuali risiede nelle sperimentazioni dei primi artisti coraggiosi che hanno visto una possibilità di impiego nel nuovo media. Uno di questi di certo è stato Gary Hill.
CHI
Gary Hill è un videomaker che vive e lavora a Seattle. E' nato nel 1951 a Santa Monica e ha studiato alla Arts Students League di Woodstock nello stato di New York. Inizialmente specializzato in scultura, per cui ha vinto il Leone d'oro nel 1995, ha scoperto il video nel 1973 ed è stato uno dei primi sperimentatori di questo nuovo e innovativo media. La prima serie di lavori, come "Windows" del 1978, sono sperimentazioni di sovrapposizioni, impressioni e colori in bassa qualità. In un secondo momento ha concentrato la sua attenzione verso il processo di registrazione, analizzando le caratteristiche del macchinario da ripresa e le diverse qualità con cui permetteva di lavorare. "Black|White|Text" del 1980 è un gioco di sovrapposizione dell'audio al video: utilizzando in modo intelligente il video invertito o negativo, la telecamera inquadra se stessa più e più volte, generando dei rettangoli bianchi e neri un numero di volte pari al numero di sillabe recitate dal testo cantato, creando così una sorta di "linguaggio canonico".
Sullo stesso stile, "Around and about" del 1980 ha di certo riportato un grosso sviluppo nel percorso creativo di Hill. Un testo viene letto accompagnato da una serie di inquadrature prelevate dall'interno di un'unica stanza, il suo studio nel dipartimento di Scienza della Comunicazione alla State University of New York a Buffalo. Le immagini si susseguono seguendo il ritmo delle parole, cambiando ad ogni sillaba pronunciata. Partendo da questi video sperimentali, Hill ha approfondito la sua poetica e la sua ricerca sull'interazione tra video, audio e testo scritto, inventando una nuova forma di scrittura. "Incidence of catastrophe" del 1987/88 è stato uno dei suoi capolavori: basato su un libro di Maurice Blanchot, ha utilizzato un montaggio significativo in cui immagini e testi scritti si fondono, creando una trama semplice ed efficace.
COME
Super8 è un formato cinematografico diffuso per la home video nel 1965 dalla Kodak. Il suo grande successo è dovuto alla semplicità di caricamento manuale della pellicola nella cinepresa 8 mm e alla maggiore grandezza dei fotogrammi e del nastro magnetico per la colonna sonora.
Home Video è la definizione di tutti gli strumenti prodotti per l'utilizzo, la produzione e la visione del video in casa. La macchina da presa era accessibile solo ai grandi registi fino agli anni Trenta a causa dell'ingombro dell'attrezzatura e gli amatori hanno avuto la possibilità di creare filmati casalinghi sonori solo a partire dagli anni Sessanta, quando le industrie cinematografiche come la Kodak e la Arri hanno iniziato a produrre cineprese portatili e leggere.
Il Leone d'Oro è un premio che viene assegnato durante la Biennale di Venezia.
PERCHE'
Gary Hill è di certo stato fondamentale per la storia della videoarte. Le sperimentazioni video e sonore erano molto diffuse negli anni Sessanta, ma Hill ha avuto un ruolo molto importante grazie alla sua particolare visione del nuovo media. Non ha semplicemente trattato il video come un nuovo mezzo di comunicazione, ma come una nuova forma di scrittura. I testi letti e inquadrati nei suoi lavori risultano naturalmente fusi al linguaggio cinematografico, e non costretti a convivere rigidamente con le immagini. I filmati che ha presentato in tutto il mondo intrecciano un ipnotizzante racconto del suo immaginario, sorretto dal suo tipico rigore sperimentale, dalla precisione concettuale con la quale lavora e dalla spontanea attitudine immaginativa alla scoperta.